11 FEBBRAIO: GIORNATA DEL MALATO

PENSIERI DEL MAI DIMENTICATO DON TONINO

Carissimi fratelli ammalati, oggi il mondo corre sui binari dell’efficienza: produrre, produrre, produrre. Scivola sulle strade a scorrimento veloce del produttivismo: se non produci, a che servi?… E allora che cosa siamo noi ammalati: mendicanti in cerca di pietà? Poveri in cerca di surrogati di speranza? A questo punto vorrei far esplodere fortissimo il mio “NO!”. No, non è così. Vedete, Avviso sAcro conferenza Episcopale italiana Ufficio Nazionale per la pastorale della salute vi dico una cosa. Se noi dovessimo lasciare la croce su cui siamo confitti (non sconfitti) il mondo si scompenserebbe. E’ come se venisse a mancare l’ossigeno nell’aria, il sangue nelle vene, il sonno nella notte. La sofferenza tiene spiritualmente in piedi il mondo. Nella stessa misura in cui la passione di Gesù sorregge il cammino dell’Universo verso il traguardo del Regno. In questo, Gesù è il nostro capo. Bellissimo, oggi, sentircelo al centro, Gesù. Lui confitto su un versante della croce e noi confitti, non sconfitti, sull’altro versante della croce, sul retro. Da una parte c’è lui… E dall’altra c’è lei, Maria, la nostra madre, la regina degli inferni. E ora, perché il nostro lamento si trasformi in danza, vorrei dirvi ancora: non dobbiamo vergognarci della nostra malattia. Non è qualcosa da tenere nascosto. Non è un tabù. E’ quella parte della nostra carta d’identità che ci fa rassomigliare di più a Gesù Cristo. Come facciamo a tenerla nascosta? E’ una tessera di riconoscimento incredibile, straordinaria. Non dobbiamo vergognarci della nostra malattia. Dobbiamo essere fieri. E dobbiamo lottare contro la malattia. Dobbiamo lottare. Mai rassegnarci, come non si è mai rassegnato Gesù… Tanti auguri, carissimi fratelli. Il Signore vi benedica insieme con tutti coloro che vi stanno accanto e che vi danno una mano perché la salute rifiorisca.

don Tonino Bello